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BERNARD NATAN DESTINAZIONE AUSCHWITZ

 

Potrebbe esser un grande film o uno spettacolo teatrale di intensa drammaticità, peccato che la sua vita, quella di Bernard Natan. Nato in Romania a Iaşi, da genitori ebrei, come  Natan Tannenzaft il 14 luglio 1886, data non certa, e morto, data sicuramente incerta, come Bernard Natan, nell'ottobre del 1942 o erano i primi mesi del 1943 a Auschwitz, ebreo accusato di essere più ebreo degli altri dal mondo del cinema di cui era stato uno dei maggiori protagonisti. Di più, con una delle operazioni di censura e rimozione più eclatanti  nella sua tragica attuazione, Bernard Natan: " Non è stato solo cancellato dalla storia del cinema. É stato deliberatamente distrutto", come un anonimo testimone, ancora oggi si ha paura di parlarne, ha voluto testimoniare. Natan Tannenzaft o Tanenzapf, arrivò diciannovenne a Parigi nel 1905. Qui cominciò a lavorare nel cinema come proiezionista, tecnico, attore e regista. Nel 1911 finì in prigione, con un'accusa che servirà ai suoi nemici per mandarlo in un campo di sterminio: "outrage de bonnes mœurs", oltraggio alla morale pubblica, lui che si era inventato i primi giornali era accusato di aver prodotto e girato dei film porno, un'accusa che alcuni professori universitari statunitensi hanno confermato ancora oggi sula base di documenti filmati di certo non chiari, prodotti dai suoi accusatori quasi trent'anni dopo, facendolo passare solo come il primo produttore e attor star di film pornografici, cancellando di fatto il suo lavoro di produttore tout court di grande cinema popolare. Di sicuro egli combattè con eroismo sotto la bandiera francese durante la I Guerra Mondiale, tanto da guadagnarsi insieme alle medaglie la cittadinanza francese con il nome di Bernard Natan. Nei primi anni '20 lavorò per la Paramount, fondò la sua privata casa di produzione, la Rapid Film con cui girò insieme a tanti cinegiornali le Olimpiadi del 1924 e un film diventato cult come "La merveilleuse vie de Jeanne Arc" diretto da pittore  Marco de Gastyne. Nel 1929 fonda in anticipo con i tempi la prima compagnia televisiva francese, la Télévision Baird-Natan. Nello stesso anno compra lo studio Pathé, caduto in gravi crisi economiche soprattutto per la mancanza di fiducia nel sonoro del suo patron Charles Pathé. In pochi anni fa crescere il prestigio e l'utile di quella che era diventata la Pathé- Natan, qualcuno paragona la sua attività quella di Cecile De Mille, sfida l'ondata intrattenibile del cinema in inglese, affermando la forza del cinema francese, costruendo le basi per il suo futuro. Si impegnò nel riattivare i cinegiornali usando il sonoro, costruì nuovi cinema. Diede fora al cinema domestico, sua l'idea del Pathé Baby film in formato 9 e /2  che diventarono l primo home cinema, sviluppo anche un cinema didattico per il mondo agricolo il Pathé Rural. Due decenni prima del CinemaScope commercializzala lente anamorfica "Hypergonar" capace di ottenere immagini panoramiche orizzontali e verticali. Sotto di lui crescono registi come Marcel L'Herbier, Jacques de Baroncelli, René Clair, Jean Grémillon, Maurice Tourneur e nasce il mito di Jean Gabin. I suoi continui successi gli procurano sempre nuovi nemici che o esitarono, mutati i tempi politici a accusarlo di aver prodotto un film antinazista come "Le dernier miliardaire" di René Clair, proibito nella Germania hitleriana. La crisi economica mondiale e l'ascesa nel mondo cinematografico francese di personaggi legati al mondo tedesco segnano la fine del suo sogno, viene falsamente accusato di frode, gli viene tolta la presidenza della Pathé e nel 1939 viene arrestato e messo in prigione, è rilasciato solo nel 1942 dopo che gli è stata tolta la cittadinanza francese e dopo che una grande mostra a Parigi lo ha celebrato come delinquente ebreo ed è subito consegnato ai nazisti. La vedova di Georges Méliès, lo ricorda come l'unico che contribuì a rivalutare il marito. Nel film di Martin Scorsese "Hugo Cabret" questo episodio viene ricordato e ora anche un film di David Cairns e Paul Duane  parla di Bernard Natan: "Natan - The Untold Story of French Cinema's Forgotten Genius", il cinema francese prova a ricordarsi un inobliabile protagonista,  con il peso non indifferente di averlo mandato a morire a Auschwitz.

Ugo Brusaporco



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